Salve a tutti!
Questo è il mio primo tutorial sulla versione 2.8 di Blender 3D ma, come ho spiegato nel primo dei nuovi video di questo canale, pubblicato il 7 Luglio 2019, non sto scrivendo “lezione 0” o “prima puntata”, in quanto non intendo seguire una scaletta, anzi: prevedo di creare video integrativi, che in alcuni casi potrebbero risultare propedeutici ad argomenti già discussi, anche in base ai vostri commenti e alle vostre richieste o domande; vi consiglio, invece, di fare due cose:

  1. iscrivervi alle Playlist che vi interessano, tra quelle del mio canale (ad esempio, se siete qui, a “Blender – Tutti i video”); in generale, infatti, i video saranno brevi, focalizzati su argomenti specifici e... pubblicati in maniera disordinata, ma per quest'ultimo punto vi verranno in aiuto le Playlist che creerò, nel tempo, sul canale (anche più di una per software), perché le riordinerò dinamicamente, in base ai video che pubblicherò di volta in volta;
  2. tenere d'occhio la Descrizione di questo e altri video, perché di volta in volta la aggiornerò, ad esempio per inserire riferimenti a versioni testuali, altri tutorial, eBook o in generale risorse utili, magari non disponibili o non ancora realizzate al momento della registrazione del video.

Bene, fatte queste premesse, iniziamo!


 

QUESTO VIDEOTUTORIAL

Questo tutorial è rivolto ai principianti assoluti di Blender 3D 2.8 o a chi conosceva già questo programma ma, come il sottoscritto, ha subìto un piccolo trauma con il passaggio alla nuova interfaccia!

Se siete qui, saprete già che Blender è un software gratuito e open source che consente di creare modelli 3D e rendering (ossia immagini o animazioni, create combinando in maniera opportuna geometrie, materiali, textures, fonti di luce ed effetti di post-produzione). Sia i modelli tridimensionali che le immagini o le animazioni possono essere realizzati con stili diversi (dallo stilizzato / cartoon al fotorealistico) e servire a vari scopi (dalla creazione di videogiochi alla visualizzazione di progetti architettonici)... ma prima di arrivare al risultato – e, anzi, ancora di inserire o spostare il nostro primo oggetto nella scena virtuale – dobbiamo capire come è strutturata e come può essere modificata l'interfaccia: ecco quindi di cosa parleremo in questo video!


SPLASHSCREEN E INTERFACCIA ALL'AVVIO

All'avvio, subito dopo l'installazione, Blender 3D 2.8 si presenta con una splashscreen (una schermata di benvenuto) contenente alcune opzioni di personalizzazione dell'interfaccia; ad esempio, sarà possibile impostare velocemente gli shortcut per utilizzare quelli nativi di Blender 2.8 o per tornare a quelli delle versioni 2.7x, oppure impostare il tasto del mouse da utilizzare per la selezione e quale funzione richiamare con la barra spaziatrice. Vi consiglio di lasciare le impostazioni come di default; comunque, vedremo come accedere a questi stessi parametri nella finestra Preferences, più avanti in questo tutorial.

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Come possiamo notare da subito, l'interfaccia di Blender è popolata da quelli che notiamo essere due menù distinti (il menù di base vero e proprio e l'elenco di alcune configurazioni dell'interfaccia, dette “Workspaces”), dopodiché abbiamo quattro diversi pannelli, detti “Editor”: la grande “3D Viewport” (la nostra finestra sulla scena virtuale 3D) posizionata sopra la “Timeline” (utile per le animazioni), poi in alto a destra abbiamo l'Editor “Outliner” (contenente un elenco degli oggetti presenti nella scena) e, sotto, abbiamo l'Editor “Properties”, nel quale possiamo individuare diverse schede (o “tabs”) relative a varie proprietà e impostazioni della scena, del rendering e degli oggetti.

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Sul fondo della finestra, poi, troviamo alcuni suggerimenti su tasti e funzioni (come ad esempio le indicazioni sui tasti da premere per effettuare selezioni o modificare il punto di vista) e alcune informazioni sulla scena corrente, come ad esempio la versione del programma (2.80.75, nel mio caso), l'oggetto selezionato (o meglio: quello Attivo, che è l'ultimo degli oggetti selezionati, nel caso di una selezione multipla), il numero di oggetti presenti nella scena e il numero di vertici, facce e triangoli presenti.

È possibile cambiare il tipo di Editor cliccando sul relativo selettore, tipicamente posto in alto a sinistra in ciascun pannello; ad esempio, possiamo cambiare la “3D Viewport” in un Editor “Text Editor”, elencato nella colonna “Scripting” della finestra “Editor Type”, oppure in uno “Shader Editor”, eccetera.

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RIDIMENSIONARE, SEPARARE E UNIRE GLI EDITOR

È possibile ridimensionare gli Editor cliccando col tasto sinistro sui loro bordi (sia verticali che orizzontali) e trascinando; cliccando poi sugli angoli e trascinando, sarà possibile suddividere un Editor in due (Splitting, cliccando su un angolo di un Editor e trascinando verso l'interno dell'Editor) o, al contrario, fondere due Editor (cliccando su un angolo di un Editor che confina con un altro e trascinando verso l'altro Editor); in questo modo, potrete configurare la schermata di Blender come preferite, a seconda delle vostre esigenze.

Cliccando col tasto sinistro su un angolo di un Editor mentre si tiene premuto il tasto SHIFT, poi, potrete creare una nuova finestra di Blender sganciata (“floating”), molto utile ad esempio se lavorate con due o più monitor, perché in quel caso potrete tenere due layout distinti contemporaneamente.

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SALVARE UN LAYOUT PER I PROSSIMI AVVII

Una volta definito il vostro Layout preferito, potrete salvarlo in modo da ritrovarlo ai prossimi avvii del programma; per far ciò, aprite il menù File e, nella sezione Defaults, cliccate su “Save Startup File”. Attenzione, però: “Save Startup File” porta con sé non solo il Layout, ma anche eventuali oggetti o altri parametri impostati nella scena corrente!

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Come esempio di Layout personalizzato, vi dico come ho impostato il mio.

Utilizzo Blender con due monitor, principalmente per modellazione e Texturing, mentre per le anteprime di rendering utilizzo sempre la stessa immagine come sfondo dell'universo virtuale; per questi motivi, ho impostato il mio Layout di avvio in questo modo: in un monitor ho la finestra principale del programma, così come la si trova all'avvio di una nuova installazione di Blender 3D 2.8, ma nel secondo monitor ho messo una seconda finestra, creata con SHIFT e click del tasto sinistro sull'angolo di un Editor, cambiando poi il tipo di Editor in “UV Editor”; per quanto riguarda l'immagine di sfondo, l'ho caricata e impostata nel pannello World – Surface dell'Editor “Properties”, quindi ho salvato il Layout con File – Defaults – Save Startup File. Anche se ancora è presto per parlare di immagini illuminanti ed altre impostazioni dell'universo virtuale, potete farvi un'idea delle impostazioni che è possibile... impostare, appunto, come default.

Ad ogni modo, potrete re-impostare facilmente il Layout originale di Blender cliccando, nello stesso menù, su “Load Factory Settings”.


I WORKSPACES

Blender consente di realizzare diversi tipi di prodotti e operazioni; ad esempio, può essere utilizzato per realizzare modelli 3D da esportare per motori di gioco o per la stampa 3D, oppure per applicare Textures alle geometrie o per realizzare animazioni, eccetera; ad ogni modo, a seconda dell'utilizzo che vorrete farne, certi Editor vi torneranno più utili di altri.

Ormai sapete come cambiare, suddividere e fondere gli Editor per personalizzare l'interfaccia, ma Blender vi mette a disposizione anche dei Layout, detti Workspaces, adatti alle principali esigenze, elencati in alto nella finestra principale del programma.

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Tali Workspaces presentano alcuni Editor e, per ciascun Editor, delle impostazioni particolari; ad esempio, nel Workspace “Layout” abbiamo gli oggetti mostrati nella loro interezza (modalità “Object”, come possiamo verificare dando un'occhiata al menù a tendina “Object interaction mode”, in alto a sinistra nell'Editor).

Passando al Workspace “UV Editing”, invece, troveremo la “3D Viewport” in modalità “Edit Mode”, ossia modalità modifica, perché in fase UV Editing gli oggetti vanno mostrati in modalità struttura, per cui Blender ci fa trovare il tavolo da lavoro pronto per quello scopo. Questo è un tutorial introduttivo che presenta una panoramica dell'interfaccia, quindi – per il momento – questo è quello che ci basta sapere sui Workspaces.


PANNELLI TRANSFORM E PROPERTIES

Alcuni Editor mettono a disposizione anche dei pannelli aggiuntivi, nascosti di default: potete individuarli, se previsti dall'Editor, mediante le piccole frecce poste in alto a sinistra o a destra nell'Editor; ad esempio, passiamo al Workspace “Shading”, dove troviamo tali frecce nella “3D Viewport”, nello “Shader Editor”, nell'editor “Image” e addirittura nel “File Browser”, quindi facciamo click e trasciniamo per aprire o ridimensionare questi pannelli.

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Il pannello a sinistra è detto, generalmente, “Tool Shelf” e il suo shortcut è il tasto T, mentre il pannello a destra è detto “Properties” e il suo shortcut è il tasto N; a seconda dell'Editor nel quale si troverà il cursore del mouse, Blender aprirà i relativi pannelli (se previsti per quell'Editor) alla pressione dei tasti T e N.

Va detto inoltre che gli strumenti cambieranno, anche all'interno dello stesso Editor, in base agli strumenti o alle modalità selezionate, ma di questo parlerò di volta in volta negli altri tutorial, a seconda dell'argomento trattato.


PREFERENCES (EX USER PREFERENCES)

Il menù principale del programma fornisce alcuni strumenti tipici di un software, per cui ad esempio in File troveremo le voci per salvare o aprire dei progetti (file Blend) o per inserire oggetti nel progetto corrente (con le voci Import, Append e Link, descritte in altri videotutorials); tra le voci presenti abbiamo, nel menù “Edit”, la voce “Preferences”, che aprirà una nuova finestra del programma.

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In questa finestra potremo impostare, accedendo alle varie schede elencate sulla sinistra, alcuni elementi di interfaccia; non le elencherò tutte (sono davvero tante e un elenco fatto ora non avrebbe nemmeno molto senso), ma ne mostrerò alcune e vi dirò, in generale, dove trovare alcuni strumenti ed impostazioni globali.

Nella scheda Interface, ad esempio, variando il valore del parametro “Resolution Scale” potrete impostare la dimensione dei testi e dei pulsanti dell'interfaccia del programma; potrete decidere, inoltre, se attivare i suggerimenti per i comandi Python quando passate il mouse su un elemento di interfaccia (utile se intendete programmare script e Add-Ons per Blender).

La sezione Add-Ons presenta, appunto, un elenco di script e plug-in che è possibile attivare in Blender; è qui che dovrete venire, ad esempio, per installare un Add-Ons, cliccando su Install e attivandolo, poi, selezionando la relativa casella di spunta.

Nella scheda Themes avrete accesso a praticamente tutti i colori degli elementi di interfaccia del programma, per personalizzarli come preferite.

Particolarmente importanti sono le opzioni delle schede Input, Navigation e Keymap, che vi invito ad esaminare in dettaglio, perché contengono alcune impostazioni relative ai tasti di scelta rapida (personalizzabili in Keymap) o, in Input, per emulare il tastierino numerico (spesso assente nei portatili) con “Emulate Numpad”, o il mouse a tre tasti (con “Emulate 3 Button Mouse”, appunto).

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In Blender 2.8, di default la selezione avviene con un click del tasto sinistro del mouse su un oggetto; ai nuovi utenti ciò non dirà nulla, visto che questo è quanto avviene in quasi tutti i software esistenti, ma per chi come me arriva dalle versioni precedenti questa è una vera novità... comunque, è possibile scegliere quale tasto del mouse utilizzare per la selezione con in Keymap – Preferences – Select with.

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In questa stessa sezione potete impostare anche l'azione da eseguire alla pressione della barra spaziatrice; la voce di default è Play, che fa partire appunto l'anteprima dell'animazione nelle 3D Viewports, ma ad esempio io ho cambiato questa impostazione in Tools, visto che non realizzo animazioni e, per me, l'accesso rapido alla “cassetta degli attrezzi” è molto più importante.

Di base, le modifiche fatte in questa finestra saranno valide solo per la sessione corrente; per ritrovarle anche ai prossimi avvii di Blender, cliccate su “Save Preferences” in basso a sinistra nella finestra.

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Bene, per questa panoramica generale, introduttiva, dell'interfaccia di Blender 2.8, è tutto; come avrete notato, non ho mostrato nemmeno come muoversi nell'universo virtuale, né ho esaminato in dettaglio tutte le voci dei menù o delle preferenze, ma credo di avervi dato informazioni sufficienti per prendere familiarità con l'interfaccia, le sue finestre, i suoi Workspaces, eccetera. Vi invito a esprimere osservazioni, dubbi e richieste nei commenti al video, su Youtube; a presto!